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Come scegliere il nutrizionista SPORTIVO per obiettivi Fitness

Come scegliere il nutrizionista sportivo

La nutrizione è un fattore chiave per il successo nell’attività sportiva. Un nutrizionista sportivo è un professionista che ha competenze specifiche per consigliare gli atleti su come mangiare in modo adeguato per ottimizzare le prestazioni, favorire il recupero, migliorare l’estetica. Ecco allora come scegliere il nutrizionista sportivo per i tuoi obiettivi Fitness.

Nell’articolo precedente di questa serie, abbiamo visto tutto quello che c’è da sapere per scegliere il Personal Trainer. In occasione di quella guida, mi ero anche tolto qualche piccolo sassolino dalla scarpa… Bene, allora anticipo che qui ho intenzione di tirare fuori dei macigni.

Certi argomenti a qualcuno provocheranno sicuramente qualche bel bruciore di cu.., ehm di stomaco, ma ovviamente non me ne frega niente, anche perché, come al solito, io non faccio altro che sbattere in faccia la realtà, nuda e cruda, senza mezzi termini o giri di parole.

Parlerò di alcune situazioni inaccettabili, perché sono veramente stufo di vedere certi disastri, combinati da molti cosiddetti “professionisti”, che si nascondono dietro un titolo. Disastri che poi dobbiamo sistemare noi (e non è nemmeno nostra competenza!) o altri veri professionisti.

A farne le spese, purtroppo, c’è sempre il povero malcapitato di turno (le donne, ahimè, sono quelle che ne risentono maggiormente), che da un lato butta via un sacco di soldi e dall’altro, spesso, si trova pure con un sacco di problemi “metabolici” da riequilibrare.

Pertanto, questa sarà un’altra vera e propria guida completa, utile per capire come cercare e scegliere un VERO nutrizionista (sportivo), ma non solo… servirà anche per segare le gambe a tutti quelli che il loro lavoro non lo sanno fare. Consapevolmente o meno.

Quando e perché rivolgersi a un professionista

Una delle domande che ricevo più spesso è quella in cui si chiede se per gestire la propria alimentazione sportiva, sia necessario per forza farsi seguire da qualcuno. E ovviamente a chi rivolgersi.

Ne approfitto per ricordare che, come avevo già specificato nell’apposito paragrafo del precedente articolo sulla scelta del PT, in Italia il Personal Trainer non può prescrivere diete.

Potremmo discutere per ore e giorni su questa roba, ma le regole e le leggi sono queste e vanno rispettate, altrimenti, come detto, diventa abuso di professione e non c’è da scherzare.

Sulla dieta quindi le soluzioni sono sostanzialmente due:

  1. Fare tutto da soli
  2. Rivolgersi a un professionista 

Il fai da te ovviamente non è per tutti, perché ci vogliono delle basi, che molti non hanno (spesso la gente non conosce nemmeno la differenza tra carboidrati e proteine, anzi, molti faticano proprio a comprendere un testo!) e bisogna mettersi a studiare per padroneggiare determinati argomenti ed evitare di commettere errori grossolani.

Se invece si vuole un programma fatto su misura, perché appunto ci si rende conto di non essere in grado di autogestirsi, o perché semplicemente si punta al massimo, allora bisogna rivolgersi a un professionista. Tra poco capiremo perché dovrebbe essere SPORTIVO (che abbia esperienza con la preparazione). E quindi vedremo come scegliere il nutrizionista sportivo giusto per te.

So bene che là fuori il fai da te è sempre oggetto di polemiche, spesso infatti si leggono commenti del tipo:

  • “Non bisogna fare le diete da soli”
  • “Stai giocando con la tua salute!”
  • “Vai da un nutrizionista”

Ora, probabilmente il 90% della popolazione avrà provato a dimagrire almeno una volta nella vita. Ci dovrebbero essere miliardi di nutrizionisti, se ognuno DOVESSE per forza rivolgersi a loro per perdere qualche kg di troppo. E milioni solo per gli utenti delle palestre.

Ogni donna dopo la gravidanza (ma non solo) si è messa a dieta per conto proprio, magari chiedendo consigli all’amica di turno, o a chi sembrava un po’ più informato. O semplicemente usando un po’ di buon senso.

A volte, purtroppo, si seguono le diete sui giornaletti di moda, il che di certo non porta benefici, anzi.

Oggi poi c’è internet, ci sono i vari gruppi sui social, ancora qualche forum attivo…

Del resto non stiamo parlando di cardiochirurgia o di scienza missilistica. Ed è comunque qualcosa che accompagna la vita di tutti i giorni e che in un certo senso bisognerebbe anche padroneggiare.

Diciamo quindi che sarebbe abbastanza fattibile capire il meccanismo della gestione delle calorie e dei macros, del deficit o del surplus e quant’altro. Come detto però, non è per tutti.

Tutto questo ovviamente non deve essere assolutamente un incentivo a boicottare gli specialisti e/o a fare esperimenti da soli e combinare disastri, ma una semplice analisi della realtà che ci circonda.

Una persona SANA e sportiva, non è detto che abbia sempre bisogno di uno specialista per gestire la dieta. Tutto qui.

Altro discorso invece sono i casi specifici, come i grandi obesi, le persone con patologie, o anche quelli che hanno provato a dimagrire e non ci sono riusciti da soli. Questi sono tutti i casi in cui è sempre necessario l’intervento di uno specialista.

Spero che a questo punto sia chiaro però che l’alimentazione può fare la differenza tra raggiungere i propri obiettivi e non riuscirci.

Ho visto tante persone allenarsi bene, ma dopo anni rimanere sempre uguali. Perché? Perché non seguivano un programma alimentare specifico per i loro obiettivi.

Pertanto, qualunque sia la soluzione che si sceglie, tra fai da te o professionista, la dieta non può essere casuale.

Non basta dire “sto attento… mangio bene… mangio poco… mangio sano… ecc. ecc.”; sono tutte affermazioni irrilevanti in questi contesti.

Bisogna essere perfettamente consapevoli di come e quanto si mangia, ogni giorno, in ogni pasto.

Chiariti questi punti, da chi bisogna andare per farsi prescrivere questa benedetta dieta personalizzata?

Differenza tra nutrizionista, dietologo e dietista

Innanzitutto è bene precisare chi può prescrivere diete in Italia, poiché a volte si fa un po’ di confusione con le varie figure professionali a cui rivolgersi. 

In Italia sono il dietologo, il nutrizionista e il dietista ad occuparsi delle diete. La differenza tra queste figure professionali dipende principalmente dal tipo di formazione e abilitazione professionale che possiedono.

Il dietologo è un medico specializzato che ha completato un corso di laurea in Medicina e Chirurgia e una specializzazione in Dietologia e Scienze Dell’Alimentazione. 

In genere, il dietologo lavora in ambito ospedaliero e si occupa di pazienti con patologie come obesità, diabete, disturbi dell’alimentazione e malattie gastrointestinali. È l’unico che può prescrivere farmaci o altri trattamenti medici in caso di patologie o disturbi alimentari più gravi.

Il nutrizionista è un professionista sanitario che ha completato un corso di laurea quinquennale, quindi i 3 anni di una laurea attinente, più i 2 anni magistrali di specializzazione in Biologia o in Scienze dell’alimentazione. Una volta superato l’esame di Stato, dovrà essere iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi per esercitare la professione.

Il biologo nutrizionista si occupa di valutare lo stato nutrizionale del paziente e di elaborare diete personalizzate per mantenere o migliorare la salute e il benessere. Non può prescrivere farmaci e nemmeno fare diagnosi mediche. Inoltre, il nutrizionista può fornire consulenze nutrizionali e di educazione alimentare.

Il dietista è un tecnico sanitario che ha completato un corso di laurea triennale in Dietistica. Si occupa di “elaborare” diete terapeutiche e personalizzate, per trattare patologie e disturbi alimentari, ma lo può fare solo ed esclusivamente in collaborazione con il medico o con il nutrizionista. Il dietista fornisce anche consulenze nutrizionali e di educazione alimentare.

Diciamo che alla fine, se non ci sono situazioni o patologie particolari, nella situazione più comune si va dal nutrizionista. E nel nostro contesto bisognerebbe sapere come scegliere il nutrizionista sportivo.

Molto presto ci saranno comunque dei grossi cambiamenti nella formazione universitaria con una limitazione alle lauree biologiche per accedere alle magistrali e le magistrali che poi saranno abilitanti alla professione.

Quindi il nutrizionista si potrà effettuare soltanto dopo percorsi universitari specifici come la laurea in Biologia della Nutrizione e in Nutrizione Umana. 

Chi ha fatto Scienze Motorie non potrà accedere alle lauree abilitanti per fare il nutrizionista. Il biologo marino che non trova lavoro, non potrà più fare il nutrizionista…

Nutrizionista “classico” Vs Nutrizionista Sportivo

Quando si parla di nutrizionisti, io chiedo sempre ai miei lettori e clienti se si sono rivolti a un medico dello sport, a un nutrizionista sportivo, oppure se sono andati dal nutrizionista o dietologo “comune”.

Perché questo?

Perché lo dico molto chiaramente, il classico nutrizionista e/o dietologo, quello che normalmente è abituato ad aver a che fare con le ormai famosissime zia Pina e signora Maria, o con persone disastrate e patologiche, molto molto difficilmente è in grado di supportare uno sportivo su obiettivi estetici e di performance.

Obiettivi che riguardano allenamento, ipertrofia, definizione, gestione delle prestazioni di forza e resistenza e quant’altro.

Durante la mia esperienza lavorativa, mi sono confrontato con diversi nutrizionisti e posso garantire che quelli onesti, hanno ammesso che se non avessero fatto dei corsi specifici su come gestire gli atleti, non avrebbero saputo nemmeno da che parte iniziare.

Quindi, il nutrizionista o dietologo comune, non specializzato nel campo dello sport o dell’attività fisica, lasciamolo pure alle signore sopra menzionate o al quarantenne disastrato, che ha vissuto di pizze e lasagne fino all’altro ieri e che deve ricevere un po’ di educazione alimentare e una dieta “normale” e/o trattamenti medici.

Purtroppo, durante il corso degli anni, e ancora oggi, continuo a ritrovarmi situazioni a dir poco vergognose, con dietologi e nutrizionisti che assegnano piani alimentari da 1000 kcal scarse alle donne (e magari 1500 agli uomini), suggerendo di non praticare attività sportiva, per evitare che venga lo stimolo della fame.

Sono commentabili situazioni del genere?

Io non ho molte parole, solo parolacce.

E alla fine, gente che si trova alleggerita di 150 euro, ma che rimane con gli stessi problemi. Anzi, spesso purtroppo peggiorano pure e si ritrovano con il metabolismo sotto le scarpe, esattamente come quelli che arrivano da anni di diete fai da te.

Senza contare poi che le diete che leggo sono praticamente tutte uguali, tutte che iniziano con la solita colazione con 4 fette biscottate, 250 ml di latte scremato… ah e un velo di marmellata eh, mi raccomando!

Ormai non li leggo neanche più questi piani alimentari standard, tanto so già cosa mi ritroverò anche nei pasti successivi.

Le persone hanno fretta e questo è anche il motivo per cui là fuori ci sono così tanti nutrizionisti mordi e fuggi, quelli che danno diete da 1200 kcal, quando per dimagrire correttamente ne servirebbero 1800…

Pensa che è dal 2011 che io, come tanti altri colleghi, ci sbattiamo a spiegare alla gente la differenza tra dimagrire e perdere peso… energie abbastanza sprecate.

Sanno bene i furbi, che i pazienti sono clienti difficili da fidelizzare, per cui assegnano diete drastiche che danno risultati solo a breve termine, per combinare poi disastri a lungo termine (disidratazione, catabolismo massa magra, crollo tasso metabolico e produzione ormonale ecc.).

Intanto si dice in giro che quella dieta “ha funzionato”. Poi però ovviamente, se rimetti su i kg che hai perso (magari pure con gli interessi) “è colpa tua che ti sei lasciato andare”.

I nutrizionisti meno onesti offrono quello che in molti vogliono, risultati in poco tempo. Anche perché, già solo monitorare e stabilire il tasso metabolico attuale REALE, in realtà porta via 2 settimane. E nessuno ha voglia, né il cliente, né il cosiddetto professionista.

Quelli che fanno la Bia ma poi non la spiegano…

Un altro aspetto che mi lascia perplesso e parecchio infastidito è la gestione della bioimpedenziometria (BIA) da parte di alcuni nutrizionisti. Spesso, i pazienti si sottopongono a questa analisi, ma poi rimangono con un mucchio di dati incomprensibili, perché il nutrizionista non si prende il tempo di spiegarli. È frustrante vedere come questi professionisti eseguano la BIA, ma poi non dedichino un momento per interpretare e discutere i risultati con i loro clienti.

E così alla fine, questi pazienti finiscono da me (o da altri colleghi), chiedendo di decifrare i risultati di questa benedetta BIA, un compito che sarebbe dovuto spettare al nutrizionista che li ha in carico e che viene pagato per questo servizio!

Ora, da un lato è vero che, soprattutto per alcune donne, i dettagli tecnici della BIA possono sembrare astrusi e che l’attenzione è focalizzata principalmente sul numero che appare sulla bilancia o sulla capacità di entrare in un paio di pantaloni. Tuttavia, c’è una crescente fascia di utenti nel mondo del fitness, appassionati e desiderosi di comprendere a fondo la propria composizione corporea. Questi individui vogliono, giustamente, sapere cosa indicano quei numeri e grafici. È quindi fondamentale che i nutrizionisti non solo eseguano la BIA, ma si impegnino anche a spiegare in modo chiaro e dettagliato i risultati ai loro clienti. Non si può ignorare questa esigenza di conoscenza, soprattutto quando si tratta di persone che investono tempo, denaro e passione nel proprio percorso di salute e benessere.

Quelli che ficcano il naso dove non devono…

E cosa dire poi di quelli che si lanciano in improbabili consigli sull’allenamento? Tipo di sfondarsi di cardio per dimagrire come andava di moda negli anni ’80… o di fare tutto a circuiti… o le schede in 3×20 con movimenti veloci per “bruciare”… (il loro cervello, quello sì che è bruciato!).

Il bello è che, come abbiamo già sottolineato ovunque, in Italia i Personal Trainer non possono fare le diete, e siamo tutti d’accordo per carità. Ma i nutrizionisti, che non sono SPORTIVI, e che ficcano il naso nell’allenamento, di cui non capiscono una fava? A quelli nessuno dice niente ovviamente.

Quindi lo ripeto, sperando che sia ben chiaro una volta per tutte: chi ha la necessità di avere piani alimentari personalizzati, in un contesto di fitness e sport, deve cercare e capire come scegliere un NUTRIZIONISTA SPORTIVO.

Come troviamo un nutrizionista sportivo?

Il nutrizionista sportivo deve avere una formazione specifica in ambito sportivo, tramite vari corsi di specializzazione e relativa iscrizione alle associazioni che se ne occupano.

In tutto questo ci viene in aiuto innanzitutto la recentissima BIOSSPORT che è l’associazione italiana di Biologi nutrizionisti dello Sport. Riconosciuta dall’Ordine Nazionale Biologi.

L’associazione si occupa non solo di formare direttamente i migliori nutrizionisti ma di dare loro le nozioni per essere preparati specificatamente per ogni settore sportivo. Ci sarà quindi il nutrizionista che segue gli sport di squadra, quello per gli sport da combattimento, quello per il bodybuilding ecc.

Sul loro sito è possibile trovare anche un elenco con i contatti dei vari professionisti che si occupano principalmente di nutrizione sportiva, suddivisi per regioni e città italiane.

Cosa puoi fare ancora per capire come scegliere il nutrizionista sportivo?

Cerca su internet: puoi cercare nutrizionisti sportivi nella tua zona attraverso i motori di ricerca come Google ecc. Puoi utilizzare parole chiave come “nutrizionista sportivo + [nome della tua città]”. Questo ti darà un elenco di professionisti disponibili nella tua zona.

Richiedi un consiglio a un medico sportivo: se hai già un medico sportivo, puoi chiedere consiglio su un nutrizionista sportivo nella tua zona.

In Italia esistono altre associazioni di nutrizionisti sportivi come la SANIS (Scuola di Nutrizione ed Integrazione nello Sport) e la SINSeB (Società Italiana Nutrizione, Sport e Benessere) che rilasciano le loro importantissime certificazioni e diplomi. Puoi anche contattare queste associazioni per avere un elenco dei loro membri nella tua zona.

Chiedi consiglio a un dietologo, potrebbe essere in grado di consigliarti un nutrizionista sportivo qualificato.

Chiedi consiglio a un Personal Trainer: potrebbe avere esperienza nella collaborazione con un nutrizionista sportivo o potrebbe essere in grado di consigliarti un professionista qualificato.

Perché molte diete dei nutrizionisti sembrano tutte uguali?

Perché i nutrizionisti assegnano praticamente sempre la classica colazione all’italiana e/o la (finta) Dieta Mediterranea (all’italiana appunto) e contentini di vario genere?

In realtà i motivi ci sono eccome…

Da un lato, scrivono questo semplicemente perché fare un piano alimentare all’italiano medio, dove a colazione non sono previsti latte e biscotti o comunque della roba dolce, è praticamente impossibile. Quindi si cerca di renderlo sostenibile limitando le calorie e stop.

Ecco spiegato il perché delle 4 fette biscottate con latte… dei pranzi o cene con prosciutto cotto e Philadelphia o mozzarella ecc. ecc.

Gli italiani mangiano male, probabilmente non lo accetteranno mai, perché da sempre si ergono a paladini del mondo della buona cucina e bla bla bla. E da sempre fanno paragoni con chi sta peggio di loro, tipo gli americani extralarge che vivono di fast food. 

Buona cucina non significa dieta sana.

È esattamente come la storia del “bisogna mangiare poco di tutto”, che a conti fatti è la classica cagata senza senso da nutrizionista patinato, modello Studio Aperto o Buona Domenica.

E dall’altro lato, hanno comunque un po’ le mani legate dalle cosiddette linee guida. Essendo anche iscritti all’albo ecc. non possono rompere più di tanto certi schemi.

Lavorare con le persone normali è diverso dal lavorare con atleti di bodybuilding. Ecco perché a noi serve un nutrizionista SPORTIVO, che si prenda la briga di rompere anche certi schemi patetici, che vanno bene appunto per dare il contentino alla zia Pina.

alimentazione bodybuilding

Cosa deve fare un nutrizionista

Il primo step fondamentale, basilare, è quello della misurazione. Il nutrizionista DEVE effettuare la valutazione della composizione corporea del suo cliente/paziente.

Per quanto possa sembrare impossibile, ci sono “nutrizionisti” che non fanno nessuna misurazione. Non c’è quindi da stupirsi del fatto che saltino fuori i piani nutrizionali omologati e i relativi disastri di cui abbiamo parlato.

Un bravo nutrizionista dovrebbe utilizzare tutti gli strumenti a tale scopo e incrociare i relativi dati. Pertanto: bioimpedenza (e non le bilance impedenziometriche!), plicometria e circonferenze corporee.

Deve ovviamente fare l’anamnesi completa, conoscere tutto il trascorso del paziente e annotare il suo stato di salute, comprese eventuali patologie.

Deve chiedere al suo assistito di elencare TUTTO quello che finisce nella sua bocca, ogni giorno, in tutti i pasti, compresi spuntini e piluccamenti vari. Così da poter tirare le somme e stabilire il tasso metabolico attuale REALE del soggetto. Solo questo può essere il vero punto di partenza da cui poi fare tutti i ragionamenti futuri.

Come detto prima, probabilmente nessuno si sbatterà mai a far fare il lavoro di monitoraggio per 2 settimane, per diverse ragioni pratiche e logistiche, ma in ogni caso bisogna perlomeno fare un’indagine accurata delle abitudini alimentari del paziente.

Il nutrizionista sportivo deve parlare il nostro linguaggio. E dovrebbe collaborare con un bravo trainer oppure essere lui stesso anche P.T.

Ad esempio, deve sapere che….

  • Il bodybuilding, in generale, è una disciplina prettamente glicolitica.
  • Quale apporto calorico e quali macros associare a un lavoro di ipertrofia pura, con incremento del volume, con serie a cedimento ecc.
  • Che servono più proteine rispetto a un sedentario o a un altro sportivo.
  • Che il pasto precedente all’allenamento deve essere facilmente digeribile e deve facilitare lo svuotamento gastrico.
  • Che tipo di eventuale integrazione consigliare ad ogni soggetto, in base ovviamente alla letteratura scientifica sugli integratori.

E infine, dovrebbe educare il suo assistito anche su come gestire poi la sua dieta in autonomia, perché va benissimo sapere come scegliere il nutrizionista sportivo, ma educazione alimentare deve far parte della vita di chiunque, dovrebbe essere una materia scolastica.

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